LA STORIA PRIMA DI CRISTO – PARTE 5

264 – Inizia il conflitto tra Roma e Cartagine. I Romani devono combattere tre guerre dette “puniche”, che durano per più di un secolo. In qualche occasione i Romani si trovano in difficoltà seria. Per 14 anni, Annibale scorrazza in lungo e in largo per l’Italia dopo aver attraversato i Pirenei e le Alpi con i suoi elefanti. I Romani, però, trasferiscono la guerra in Africa e attaccano Cartagine. Annibale, tornato in patria, viene sconfitto a Zama nel 202 dal generale romano Scipione l’Africano.

201 – Dopo due guerre contro i Cartaginesi, la Sicilia, la Sardegna, la Corsica e la Spagna meridionale vengono assorbite nell’Impero romano.

168 – I Romani sconfiggono i Macedoni, un popolo che godeva di un prestigio immenso nel mondo antico dopo le conquiste di Alessandro Magno.

146 – Cartagine, che costituisce un pericolo costante per Roma, viene rasa al suolo. Il terreno su cui sorge viene sconvolto dagli aratri e nei solchi viene sparso il sale a significare che quella terra è destinata a restare sterile per sempre. Ci penserà un secolo più tardi (44) Cesare a fondarvi la colonia Iulia Concordia Carthago.

136 – I Romani assoggettano il Portogallo, che diventa la provincia Lusitania.

111-101 – Il romano Caio Mario vince la guerra contro Giugurta, re di Numidia; batte Teutoni e Cimbri.

91-81 – Guerra civile a Roma fra Mario e Silla. Dopo la morte di Mario, Silla instaura una dittatura militare.

73-71 – Rivolta degli schiavi guidati da Spartaco. Fu domata, dopo sanguinose battaglie, da Licinio Crasso.

58-51 – Giulio Cesare conquista la Gallia, si spinge in Britannia, popolata da tribù di stirpe celtica, conquista il territorio del’attuale Belgio.

49 – Giulio Cesare marcia contro Pompeo che si trova a Roma. Nell’attraversare il Rubicone, che segna il confine con le Gallie, infrange la legge che proibisce a un governatore romano di entrare armato nel territorio romano. Scoppia la guerra civile che viene combattuta senza quartiere su un campo di battaglia che va dalla Spagna all’Asia Minore. La prima fase della guerra termina nel 48 con la sconfitta di Pompeo a Farsalo (Grecia).

44 -  Giulio Cesare, che aveva instaurato una dittatura, viene assassinato da Bruto e altri congiurati. A loro volta, gli assassini vengono eliminati da Marco Antonio, che ha preso il potere dopo la morte di Cesare.

31 – In piena guerra civile Ottaviano, nipote di Cesare, nella battaglia navale di Anzio (Grecia) sconfigge la flotta di Antonio che si era stabilito ad Alessandria d’Egitto dove governava con Cleopatra. Ottaviano diventa il primo imperatore romano con il nome di Augusto.

Pompeo, il grande condottiero
Ricco, ambizioso ma onesto, Pompeo Magno vive in un periodo di grandi personaggi: Cesare, Cicerone, Spartaco, Catone, Catilina, tutti suoi contemporanei. A 17 anni comincia la sua carriera militare al seguito del padre. Silla ha appena sconfitto Mario. Egli sottomette la Sicilia, poi la Spagna. Trionfa in Africa, sconfigge i resti dell’esercito di Spartaco. Potrebbe essere il primo cittadino di Roma, ma scioglie l’esercito: a differenza di Cesare, osserva le leggi del Senato. Ritorna in campo contro i pirati (57 a.C.) e in 49 giorni distrugge 846 navi nemiche. Poi mette fine alla guerra contro Mitridate, occupa la Palestina e allarga i confini dello Stato romano come nessun altro aveva fatto dopo la caduta di Cartagine. In quarte nozze sposa Giulia, figlia di Cesare. Ma il conflitto con il suocero, che non si preoccupa affatto della costituzione, è inevitabile. La guerra civile comincia con il celebre passaggio del Rubicone da parte di Cesare (49 a.C.). A Farsalo, in Tessaglia, Pompeo è sconfitto e cerca rifugio in Egitto. Ma i Tolomei (Cleopatra è in lotta con il fratello), temendo di inimicarsi Cesare, lo uccidono a tradimento (48 a.C.). Aveva 58 anni.

Lo schiavo che si ribellò a Roma
Soldato trace, dopo aver militato nelle truppe ausiliarie romane, Spartaco viene fatto schiavo dai pirati e venduto a Roma. Per la forza e il coraggio, è scelto come gladiatore. Nel 73 a.C. si trova in una scuola di gladiatori a Capua. E qui si ribella, fugge con pochi compagni ai quali in seguito si aggiungono altri schiavi. Dall’estate all’autunno del 73, Spartaco sconfigge e sbaraglia tre legioni romane e al principio del 72 comanda 70 mila uomini. A questo punto i ribelli si dividono in due gruppi: Spartaco va al Nord, mentre il suo luogotenente Crisso si reca in Apulia, dov’è sconfitto e ucciso dal console Publicola. La guerra dei gladiatori dura ancora un anno. Spartaco arriva a Modena poi torna al Sud: le legioni di Crasso lo sconfiggono definitivamente presso l’alto corso del Sele: 60 mila schiavi ribelli muoiono sul campo, 6 mila prigionieri vengono crocifissi sulla via Appia.

La Grecia diventa “romana”
Nel 146 avanti Cristo tutta la Grecia, eccetto Atene e Sparta, bandì una guerra santa contro Roma. Il Senato romano affidò la repressione a un soldataccio di vecchio stile, che verso la civiltà greca non covava alcun complesso. Mummio conquistò Corinto, capitale della rivolta, e la trattò come Alessandro aveva trattato Tebe, cioè la rase al suolo. Tutto ciò che vi era di trasportabile fu mandato a Roma. La Grecia e la Macedonia furono unite in provincia sotto un governatore romano. Solo ad Atene e a Sparta fu consentito di seguitare a governarsi con le loro leggi.

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