QUESTA È UNA RACCOLTA DI NOTIZIE E FATTI STORICI, ADATTA PER RICERCHE SCOLASTICHE E PER ARRICCHIRE IL PROPRIO BAGAGLIO CULTURALE.
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GIOACCHINO ROSSINI

1792
Nasce a Pesaro. Il padre, suonatore di tromba e di corno è un “pubblico trombettiere” (banditore) della città: da lui Gioacchino eredita esuberanza di carattere e musicalità.

1804
Compone sei Sonate a quattro per due violini, violoncello e contrabbasso. Entrato al Conservatorio di Bologna, compone la sua prima opera, Demetrio e Polibio, di genere serio.

1810
Inaugura la carriera facendo rappresentare La cambiale di matrimonio, di genere buffo.

1812-15
Scrive varie opere di successo, sia comiche (La pietra del paragone, Il signore Bruschino, L’italiana in Algeri), sia serie (Tancredi ed Elisabetta regina d’Inghilterra). La sua musica si afferma con sempre maggiore vigore.

1816
Compone l’opera seria Otello e quindi uno dei suoi capolavori, l’opera buffa Il barbiere di Siviglia.

1817-20
Rafforza il proprio successo con altre opere: Cenerentola (di genere comico) e La gazza ladra, (di genere semiserio). Continua a scrivere anche vere e proprie opere serie: Armida, La donna del lago, Mosè in Egitto e Maometto II.

1822-23
Si sposa con la cantante Isabella Colbran e scrive Semiramide, che rappresenta il culmine della sua concezione ancora settecentesca dell’opera seria, fatta di “pezzi chiusi” e di bel canto. Assiste al trionfo delle sue opere a Vienna, dove incontra Beethoven, e in Inghilterra. Conscio di aver saturato del tutto il mondo operistico italiano, si stabilisce a Parigi, dove rimarrà per tutto il resto della vita.

1826-28
Rimaneggia alcune opere italiane e le presenta in francese. Sempre in francese compone il melodramma giocoso Il conte Ory.

1829
Scrive il grand-opéra Guglielmo Tell, ma comprende di continuare ad avere del genere operistico una concezione classica e di non poter quindi accogliere del tutto le nuove idee del Romanticismo: dopo quel lavoro egli non si accosterà più al teatro.

1831
Viene colpito da una grave forma di esaurimento nervoso. Da allora in poi si limiterà a scrivere pezzi da salotto come le Serate musicali per voci e pianoforte e vari quaderni di brevi e scherzosi pezzi per pianoforte, con o senza voci, intitolati Peccati di vecchiaia (fra di essi abbondano titoli curiosi come Il mio preludio igienico del mattino, Studio asmatico, Uffa, i piselli!, Piccola polka cinese, ecc.).

1841
Termina uno Stabat mater, che aveva iniziato nel 1832.

1863-67
Compone una Piccola Messa Solenne per 12 solisti, due pianoforti e armonium.

1868
Muore a Parigi.

 

RICHARD WAGNER

1813
Nasce a Lipsia e studia, in buona parte da autodidatta, rivelando anche profondi interessi letterari e filosofici.

1833-35
Scrive le prime opere: Le fate e Il divieto d’amare mentre lavora come maestro del coro e come direttore d’orchestra in varie cittadine tedesche; si associa al movimento letterario della “Nuova Germania” nato per difendere e valorizzare la cultura nazionale.

1839
Una burrascosa traversata per mare per raggiungere Londra gli ispira il soggetto dell’opera L’Olandese volante.

1840
Termina la prima significativa opera: Rienzi.

1841
Si stabilisce a Parigi dove conduce una vita di stenti (fra l’altro, a causa dei debiti che non riesce a pagare, viene anche messo in prigione), riducendosi a trascrivere melodie da salotto.

1842
E’ maestro della cappella di corte a Dresda; qui scrive altre due opere: il Tannbauser ed il Lohengrin, entrambe ambientate nel Medioevo tedesco.

1849
Partecipa alla rivoluzione democratico-liberale di Bakunin, sale sulle barricate, scrive il saggio L’arte e la rivoluzione e viene presto ricercato dalla polizia. Fugge da Dresda e ripara prima a Weimar, da Liszt, e poi a Zurigo.

1850
Trova in Liszt un amico ed un sostenitore convinto: grazie a lui può veder rappresentato il Lohengrin. Incomincia a definire lo schema del suo imponente ciclo di quattro opere (da qui il nome di “Tetralogia”, dal greco tetra=quattro) intitolato L’anello del Nibelungo, ispirato alla mitologia nordica.

1854
Termina la prima opera della Tetralogia: L’oro del Reno.

1856
Termina la seconda opera della Tetralogia, La walchiria, e inizia la composizione della terza, Sigfrido.

1857-59
Interrompe la composizione della Tetralogia per scrivere Tristano e Isotta.

1864
Conosce il giovane re Luigi II di Baviera che lo toglie definitivamente dalle ristrettezze economiche in cui sino ad allora è vissuto. Grazie alla stima di questo monarca può farsi costruire a Bayreuth un teatro che risponda ai suoi nuovi intendimenti musicali e scenici.

1868
Presenta a Monaco i Maestri cantori di Norimberga, opera ispirata alle figure dei Meistersinger.

1874
Termina l’ultima opera della Tetralogia: Il crepuscolo degli dei.

1876
Viene inaugurato il teatro di Bayreuth con Sigfrido e Il crepuscolo degli dei: è il primo teatro nel quale l’orchestra è disposta più in basso del palcoscenico, in modo da non essere vista dal pubblico.

1882
Porta a termine la sua ultima opera, Parsifal.

1883
Muore improvvisamente a Venezia.

 

PIOTR ILIJC CIAIKOVSKI

1840
Nasce in Russia, in una cittadina dei monti Urali dove suo padre è ingegnere minerario. La madre, di origini francesi, lo avvia allo studio del pianoforte.

1850
Si trasferisce con la famiglia a San Pietroburgo e là per volere del padre frequenta una Scuola di Giurisprudenza.

1859
Trova un impiego presso il Ministero della Giustizia, ma sente che la sua vera vocazione è quella musicale.

1861
Inizia a frequentare i corsi della Società Musicale Russa di San Pietroburgo destinata a diventare l’anno seguente un vero e proprio Conservatorio.

1865
Si congeda dal Conservatorio musicando come saggio conclusivo l’Ode alla gioia di Schiller, già utilizzata, fra tanti, anche da Beethoven.

1866
Si trasferisce a Mosca per occupare una cattedra di armonia nel Conservatorio. Scrive la sua Prima Sinfonia, sottotitolata “Sogni d’inverno”.

1867
Entra in relazione con Milij Balakirev, il leader del “Gruppo dei Cinque” e viene da lui spronato a scrivere vari lavori, fra cui la “fantasia sinfonica” Romeo e Giulietta.

1875
Compone il Primo Concerto per pianoforte e orchestra.

1876
Scrive il balletto Il lago dei cigni

1877
Dopo il fallimento del suo matrimonio, conosce una ricca vedova, Nadeshda von Meck, dalla quale riceve stima, fiducia e sostegno economico: i due continueranno a frequentarsi quasi esclusivamente per via epistolare. Scrive la Quarta Sinfonia.

1878
Fa rappresentare l’Eugenio Onieghin e crea il suo unico Concerto per violino e orchestra.  Compie un lungo viaggio in occidente, visita fra l’altro Firenze e Roma, dove scrive il Capriccio italiano.

1885
Scrive il poema sinfonico Manfred.

1889
Crea il balletto de La bella addormentata.

1890
Compone e rappresenta l’opera La dama di picche.

1891
Inizia a comporre il balletto Lo schiaccianoci. Si reca in America per dirigere le sue musiche. Ma anche questo viaggio non lo libera dalle crisi depressive che lo hanno sempre assillato e che continuano a influenzare il carattere della sua musica.

1893
Muore a San Pietroburgo, poco dopo aver ultimato e presentato la Sesta Sinfonia intitolata “Patetica”.

 

ROBERT SCHUMANN

1810
Nasce in Germania. Il padre è un celebre editore ed il giovane Robert cresce in un ambiente che favorisce il suoi interessi non solo musicali, ma anche letterari.

1828
Per desiderio della madre si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, ma nel contempo studia pianoforte sotto la guida di Friedrich Wieck, di cui conosce la figlia, Clara, sua futura moglie.

1830
Ottiene le prime affermazioni come pianista e decide di abbandonare gli studi all’Università per dedicarsi completamente alla musica.

1831-32
Vedono la luce le prime notevoli composizioni per pianoforte: Papillons op.2, Intermezzi op.4, trascrizioni pianistiche dai Capricci di Paganini. La ricerca di una sempre maggiore agilità tecnica al pianoforte lo induce a sperimentare uno strumento col quale aumentare l’articolazione delle dita: l’espediente provoca all’arto un’infiammazione cronica tale da stroncare le sue ambizioni di virtuoso.

1834
Fonda il “Nuovo Giornale di Musica” sul quale può dibattere problemi e discutere quanto di nuovo viene prodotto dai colleghi contemporanei. Si innamora di Clara Wieck, ma questa relazione è ostacolata dal padre di lei: la ragazza è una promettente pianista e il padre teme che il matrimonio le precluda questa strada (non sarà così: una volta sposata con Schumann, nel 1840, Clara riuscirà ugualmente ad affermarsi come concertista).

1835
Entra in amicizia con Felix Mendelssohn Bartholdy. Termina la stesura di Carnaval.

1840-43
Scrive numerosi Lieder, una Prima Sinfonia, denominata “Primavera” e vari lavori cameristici (Quartetti op. 41, Quintetto con pianoforte op. 44, ecc.).

1844
Scrive le Scene dal Faust di Goethe. La sua salute mentale incomincia a farsi precaria e lo costringe a lasciare la direzione della sua rivista.

1846-48
Porta a termine la Seconda Sinfonia e riscuote un buon successo a Praga con il suo unico Concerto per pianoforte e orchestra. Scrive le musiche di scena per il Manfred di Byron.

1850-51
Viene nominato direttore dei concerti a Düsseldorf. Scrive la Terza Sinfonia, soprannominata “Renana”, e la Quarta.

1853-54
Diviene amico di Brahms. La sua salute psichica è sempre più compromessa; tenta il suicidio gettandosi nel Reno, ma viene salvato da alcuni pescatori. Viene internato in una casa di cura a Endenich.

1856
Muore a Endenich.

FRANZ SCHUBERT

1797
Nasce nei pressi di Vienna. Il padre è un maestro di scuola. Frequenta come fanciullo cantore il coro della cappella di corte e il seminario imperiale.

1813-16
Compone le prime cinque sinfonie e ne abbozza alcune altre. Insegna nella scuola del padre e inizia a comporre molti Lieder, nel solo 1815 ne scrive circa 150.

1817
Compone fra l’altro il Lied La Trota.

1818
Viene assunto come insegnante di musica presso la famiglia Esterhazy, parente di quella presso la quale aveva lavorato Haydn.

1819
Compone il Quintetto La Trota

1821
Un concerto di sue musiche contribuisce a farlo conoscere negli ambienti musicali di Vienna: malgrado ciò egli non riuscirà mai ad affermarsi.

1822
Scrive quella che diventerà famosa come Sinfonia Incompiuta, essendo priva degli ultimi due tempi: tale composizione rimarrà tuttavia sconosciuta sino al 1865. Termina inoltre la Fantasia Il Viandante per pianoforte e l’opera Alfonso ed Estrella, ma non riesce a farla rappresentare.

1823
Compone il ciclo di venti Lieder La bella mugnaia e le musiche di scena per Rosamunda, principessa di Cipro.

1824
Scrive varia musica da camera, fra cui il Quintetto per archi La morte e la fanciulla.

1827
Crea gli Improvvisi per pianoforte, op. 90 e op. 142.

1828
Termina la Sinfonia che verrà chiamata La grande e che rimarrà, come l’Incompiuta, ineseguita a lungo: sarà Schumann a farla eseguire nel 1840. Viene pubblicato il ciclo di 24 Lieber Il viaggio d’inverno. Muore a Vienna in estrema povertà e viene sepolto in una tomba vicina a quella di Beethoven.

 

G. PIERLUIGI DA PALESTRINA

1525 ca.
Nasce a Palestrina, cittadina nei pressi di Roma.

1537
E’ fanciullo cantore nella basilica di S.Maria Maggiore a Roma.

1544
E’ nominato organista e maestro di canto nel Duomo di Palestrina.

1551
Su invito del Papa Giulio III, diviene maestro della Cappella Giulia a Roma.

1555-65
Ricopre varie cariche: nominato cantore presso la Cappella Sistina, viene subito licenziato in quanto non è celibe; passa allora all’incarico di maestro di cappella prima in S.Giovanni in Laterano, poi in S.Maria Maggiore, quindi diviene direttore musicale nel nuovo Seminario Romano. Nel frattempo si occupa anche di musica profana presso la villa di Tivoli del cardinale Ippolito d’Este.

1571
Ritorna all’incarico presso la Cappella Giulia.

1580
Rimasto vedovo, si risposa e si dedica alla pubblicazione dei propri lavori.

1594
Muore a Roma.

La ricca produzione di Palestrina è essenzialmente di genere vocale: comprende più di 100 messe, oltre 350 mottetti e molti madrigali sacri.
Celebre, fra tante, la Messa di Papa Marcello, scritta in memoria di Marcello II.
Da non trascurare tuttavia sono anche i suoi numerosi madrigali profani, come Vestiva i colli.

 

CLAUDIO MONTEVERDI

1567
Nasce a Cremone; il padre è un medico.

1582
A soli 15 anni pubblica una raccolta di Canzonette a tre voci.

1587
Dà alle stampe il primo dei suoi nove fondamentali libri di Madrigali, lavori che costituiscono il culmine e anche la fine di questo genere musicale.

1590
Entra come violista e cantore nell’orchestra del duca Vincenzo Gonzaga a Mantova; compie nel contempo numerosi viaggi al seguito del Duca (fra l’altro nelle Fiandre) ed ha così modo di ampliare le sue conoscenze in campo musicale.

1607
Compone l’Orfeo, una “favola pastorale” in musica che viene presentata con grande favore a Mantova e che gli dà fama in tutta Italia.

1608
Sempre a Mantova fa rappresentare la sua seconda opera, l’Arianna, della quale però ci è pervenuto un solo brano, il Lamento di Arianna.

1610
Si dedica anche alla musica sacra, pubblicando una Messa a cappella a 6 voci, il Vespro della Beata Vergine  e un Magnificat.

1612
Alla morte del Duca si trasferisce a Venezia, dove assume l’ambito incarico di “maestro di musica”, che manterrà sino alla morte.

1619
Pubblica il rivoluzionario Settimo Libro di Madrigali, che intitola Concerto, in cui il madrigale cinquecentesco è totalmente stravolto: vengono utilizzati strumenti e talvolta il canto è affidato a una o due voci sole. I madrigali si avvicinano così al nuovo genere del melodramma.

1632 ca.
Viene ordinato sacerdote.

1638
Appare l’ottava raccolta di madrigali, intitolata “Madrigali guerrieri e amorosi”: in essa si trova il Combattimento di Tancredi e Clorinda, ispirato a un episodio de La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.

1640
Pubblica una raccolta di musica religiosa dal titolo Selva morale e spirituale.

1641-42
A quest’epoca risalgono le uniche due opere, delle numerose scritte nel corso del periodo veneziano, pervenute sino a noi: Il ritorno di Ulisse in patria e L’incoronazione di Poppea. Su entrambe tuttavia pesa il dubbio che non possano essere totalmente attribuire a Monteverdi.

1643
Muore a Venezia.

 

FRANZ LISZT

1811
nasce in Ungheria da madre tedesca.

1822
studia pianoforte e composizione a Vienna; si sposta quindi a Parigi, ma non può iscriversi al Conservatorio in quanto straniero: non svolge pertanto studi regolari.

1824-25
inizia la carriera di pianista virtuoso e compie le prime tournées in Gran Bretagna e in Francia. Compone i suoi primi pezzi, tra i quali sette Variazioni brillanti su un tema di Rossini e un Allegro di bravura. Si accosta anche all’opera, con Don Sancho ovvero Il castello dell’amore, ma senza successo.

1826-34
stabilitosi a Parigi, vive di lezioni private; conosce Paganini, Rossini ed anche vari scrittori, pittori e filosofi dell’epoca: la musica infatti sarà per lui sempre coinvolta con le altre forme d’espressione artistica. Studia ancora assiduamente il pianoforte, dà concerti e crea i suoi primi significativi lavori pianistici, come le Armonie poetiche e religiose.

1835-37
si stabilisce a Ginevra con Marie d’Agoult, dalla quale ha una figlia, Blandine; scrive il primo ciclo di Anni di pellegrinaggio per pianoforte, dedicato alla Svizzera. Intraprende un’intensa attività concertistica: scende anche in Italia, dove gli nasce la secondogenita Cosima. Inizia a comporre il secondo ciclo pianistico degli Anni di pellegrinaggio, dedicato all’Italia.

1838-42
scrive per pianoforte gli Studi di esecuzione trascendentale da Paganini. Ha un terzo figlio, Daniel. Continua a dare concerti non solo in Germania, ma anche in Russia, Belgio, Olanda, Portogallo, Turchia (dove suona nell’harem del sultano); si separa da Marie d’Agoult.

1847-48
considera conclusa la sua attività di concertista virtuoso e si stabilisce a Weimar come direttore dell’orchestra del Teatro di Corte. Qui entra in relazione con una principessa russa che lo spinge a comporre quelli che egli chiama poemi sinfonici: Tasso, lamento e trionfo, I preludi, Prometeo, Mazeppa, Amleto, ecc.  In tutto ne scrive 12.

1849-50
A Weimar offre ospitalità a Wagner che da dovuto fuggire da Dresda; si interessa alle sue opere facendo rappresentare in prima assoluta il Lohengrin.

1852-57
scrive la Sonata in si minore per pianoforte. Organizza una serie di concerti in onore di Berlioz. Presenta i suoi due Concerti per pianoforte e orchestra.

1861-65
Lascia Weimar e si trasferisce a Roma, ove si fa abata e si dedica prevalentemente alla composizione di brani religiosi come gli oratori La leggenda di Santa Elisabetta e Christus.

1869-75
si assenta talvolta da Roma per tenere corsi di pianoforte a Weimar. La figlia Cosima sposa in seconde nozze Richard Wagner, che diviene così genero di Liszt. E’ nominato consigliere reale e poi presidente dell’Accademia Statale di Musica di Budapest, dove insegna pianoforte.

1886
viene solennemente festeggiato in molte città d’Europa per i suoi 75 anni, ma proprio in quel periodo, mentre si trova a Bayreuth per assistere ad alcune rappresentazioni delle opere di Wagner, muore di polmonite, lasciando come unico patrimonio la sua tonaca e pochi capi di biancheria.

MAURICE RAVEL

1875 – Nasce in una cittadina dei Pirenei francesi.

1905 – Scrive due significativi lavori per pianoforte: una Sonatina ed un ciclo di cinque pezzi dal titolo Miroirs (specchi).

1906 – Le sue Storie naturali per  canto e pianoforte suscitano un particolare scandalo per le forti novità espressive inserite.

1908 – Scrive la suite per pianoforte a 4 mani Mia mamma oca, ispirata al mondo delle fiabe.

1909 – Fonda, assieme ad alcuni amici, la Società Musicale Indipendente con lo scopo di diffondere la produzione di quei compositori giudicati troppo moderni e per questo rifiutati dagli ambienti concertistici tradizionali.

1914 – Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale si arruola come autista: viene anche mandato in prima linea a Verdun ma, a causa della sua debole costituzione, viene presto congedato.

1917 – Termina un altro importante lavoro per pianoforte, Le Tombeau de Couperin (Omaggio funebre a Couperin), ispirato al musicista francese del primo Settecento.

1920 – Compone La valse (il valzer) per orchestra.

1922 – Orchestra i Quadri di una esposizione di Mussorgsky.

1923-28 – Intraprende con successo vari giri concertistici, come pianista e come direttore di propri lavori, in Europa, in Canada e negli Stati Uniti, dove incontra Gershwin. Compone l’operina Il bambino e i sortilegi e il Bolero.

1929-31 – Scrive due concerti per pianoforte e orchestra, uno dei quali per sola mano sinistra, come richiestogli da un pianista austriaco che aveva perso in guerra il braccio destro.

1932 – Incomincia a soffrire di gravi disturbi al cervello che progressivamente gli impediscono di leggere e di scrivere, poi anche di parlare.

1937 – Dopo un’inutile operazione muore a Parigi.

 

GIROLAMO FRESCOBALDI

(Ferrara 1583 – Roma 1643) compositore.

Allievo di Luzzaschi, all’età di vent’anni si trasferì a Roma, dove, nel 1607, ebbe la nomina a organista in S.Maria in Trastevere. Nello stesso anno seguì il suo protettore, il cardinale Bentivoglio, nelle Fiandre. Esordì come compositore pubblicando ad Anversa una serie di madrigali (Il primo libro de madrigali a cinque voci). In seguito sarebbe tornato raramente alla musica vocale (si ricordano i due libri di Arie musicali a una-tre voci con clavicembalo o tiorba, 1630), che non gli era congeniale. E’ infatti nel campo della musica strumentale che Frescobaldi rivelò la sua grandezza e conquistò fama europea. Nel 1608, al ritorno dalle Fiandre, pubblicò a Milano un libro di Fantasie a quattro che, pur rivelando ancora palesemente la derivazione dai modelli polifonici vocali, già mostra di quale inventiva ritmica egli fosse capace, moltiplicando le possibilità dei giochi contrappuntistici. Dopo un soggiorno di alcuni mesi a Ferrara, vinto il concorso per il posto di organista alla cappella Giulia, Frescobaldi si stabilì a Roma, prestando contemporaneamente servizio per gli Aldobrandini; e a Roma rimase per tutto il resto della vita, salvo due parentesi; l’una a Mantova presso i Gonzaga (nel 1614, per soli due mesi), l’altra a Firenze presso il granduca di Toscana Ferdinando II (1628-34).

Sin dal tempo del suo definitivo trasferimento a Roma, Frescobaldi si era fatto apprezzare come compositore non meno che come organista; i contemporanei stupivano per l’arte prodigiosa con la quale sapeva trattare lo strumento, e le sue musiche erano tanto richieste da doversene tirare più edizioni in breve spazio di tempo. Questa popolarità acquisita in tutti gli ambienti, dai più umili agli aristocratici, da quelli dei semplici dilettanti a quelli dei più severi teorici, si spiega con l’assenza, in Frescobaldi, di ogni forma di astrazione intellettualistica e di meccanicismo; il rilievo che la materia musicale assume nelle sue composizioni, in un mirabile processo di semplicità e di appassionato candore, è tale da far dimenticare il problema dei mezzi tecnici. Questo particolare fascino si riflette nella riconquistata atmosfera religiosa, nel ritorno alla meditata spiritualità dell’ufficio ecclesiastico, al di là di ogni barocco turbamento dei sensi e senza il ricorso a quell’eloquenza mondana che dopo M.A.Cavazzoni aveva toccato in varia misura tutti i musicisti, impegnati a rivestire di note un culto sempre più esteriore. Di tale severità di intenzioni fanno fede il libro dei Ricercari et canzoni franzese (1615), nel quale Frescobaldi riassunse e concluse il processo storico di queste forme, trattandole con il più scrupoloso rispetto dei movimenti contrappuntistici, e i due libri di Toccate. Il primo (Toccate e partite d’intavolatura di Cimbalo, 1615) presenta una straordinaria varietà di situazioni musicali, anche per l’impiego massiccio della tecnica della variazione e della fioritura. Il secondo, dal titolo più ampio (Toccate, Canzone, Versi d’Hinni, Magnificat, Gagliarde, Correnti et altre partite d’intavolatura di Cimbalo et Organo, 1627), prevede esplicitamente un impiego liturgico di molte composizioni (alcune toccate, fra l’altro, sono scritte per l’elevazione, ed evitano accuratamente ogni virtuosismo per adagiarsi in un caldo clima contemplativo), pur non mancando di pagine di mero intrattenimento. Tra questi due libri, nel 1624, Frescobaldi ne pubblicò anche uno di Capricci fatti sopra diversi Soggetti, et Arie. Se poco aggiunge all’arte di Frescobaldi, la raccolta delle Canzoni a una-quattro voci per sonare con ogni sorte di strumenti (1628), di grandissimo rilievo è invece il risultato dei Fiori Musicali di diverse compositioni, Toccate, Kyrie, Canzoni, Capricci e Ricercari (Venezia, 1635), raccolta di 46 brani, fra i quali soltanto gli ultimi due sono profani (e fra questi è la celebre bergamasca). La raccolta si propone di presentare i brani occorrenti per tre messe per organo (della Domenica, degli Apostoli, della Madonna); costante è pertanto l’impiego delle melodie gregoriane, trattate secondo la  tecnica della polifonia su canto fermo. Qui è abolito ogni apparato esteriore, e risultano persino semplificate le difficoltà di esecuzione; il discorso musicale appare sofferto, nato dopo un lungo travaglio fra tentativi e rifacimenti, e tuttavia spontaneo, di efficacia immediata, capace di imporsi come perentoria, chiarificante lezione di stile e di gusto. Nel 1645 vennero pubblicate, postume, le Canzoni alla francese in partitura, mentre numerose composizioni per organo restarono manoscritte e sono state edite solo in tempi moderni. Composizioni vocali sacre e profane furono pubblicate in antologie dell’epoca, altre restarono manoscritte.

 

JOHANN MICHAEL HAYDN

(Rohrau 1737 – Salisburgo 1806) compositore austriaco.

Nel 1745 raggiunse a Vienna il fratello, Franz Joseph, e anch’egli divenne ragazzo cantore nel coro della cappella di S. Stefano. Nel frattempo continuava lo studio del violino, dell’organo e della composizione. Nel 1757 fu nominato Kapellmeister a Grosswardein, nel 1762 Hofmusicus e Concertmeister a Salisburgo alla corte dell’arcivescovo Colloredo, prima come supplente di L.Mozart e di A.Salieri, poi (1781) come successore di W.A.Mozart. Svolgeva intanto attività di compositore, di organista presso varie chiese e di insegnante; furono suoi allievi, tra gli altri, C.M. von Weber, A.Diabelli, A.Reicha.
Sposò la cantante Magdalena Lipp, interprete, fra l’altro di opere di Mozart. Nel 1777 compì un viaggio in Italia; tornato in patria, nel 1800 perdette quasi tutti i suoi beni in seguito all’occupazione di Salisburgo da parte delle truppe francesi. Si trasferì allora a Vienna, dove gli vennero in aiuto il fratello e l’imperatrice Maria Teresa.
Nel 1804 fu nominato membro dell’Accademia reale di musica di Svezia; l’anno seguente, l’imperatrice gli commissionò un Requiem, ma la morte lo interruppe al Dies irae.
Fra le principali composizioni di Haydn fu apprezzato soprattutto come autore di musica sacra, in lingua latina ma anche, secondo le direttive di riforma dell’arcivescovo Colloredo, in tedesco. Inferiori alla produzione sacra, ma non prive di interesse, sono le composizioni per teatro e strumentali, caratterizzate soprattutto da una sicura conoscenza della voce e delle risorse strumentali.