QUESTA È UNA RACCOLTA DI NOTIZIE E FATTI STORICI, ADATTA PER RICERCHE SCOLASTICHE E PER ARRICCHIRE IL PROPRIO BAGAGLIO CULTURALE.
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il seicento: la letteratura barocca

La letteratura italiana del Seicento risulta povera di grandi personalità. L'ingegno del poeta si concentra prevalentemente sulle forme, sforzandosi di supplire alla esiguità dei contenuti con la ricchezza dello stile. Nasce così la poetica barocca caratterizzata dai principi della meraviglia e della sottigliezza, un'espressione elaborata, che deve sorprendere il lettore con le sue metafore ordite. Questo modo di poetare è detto anche marinismo dal nome del poeta barocco, il napoletano Giambattista Marino ("è del poeta il fin la meraviglia..../chi non sa far stupir vada a la striglia" - lo scopo del poeta è meravigliare, chi non sa far stupire vada a far l'asino).
Vicino a Marino e ai marinisti (Claudio Achillini) ci sono poeti e letterati fautori di uno stile più contento, come Chiabrera e Testi.

Grande sviluppo hanno la prosa scientifica (Galileo Galilei) e la critica letteraria ed artistica (Tassoni e Boccalini). Nel teatro si afferma la commedia dell'arte mentre il melodramma (dramma interamente cantato, con accompagnamento musicale; si chiamerà in seguito opera musicale, opera lirica o semplicemente opera) si avvicina sempre più alla moderna opera in musica (Monteverdi e Scarlatti) e la tragedia (Federico della Valle e Carlo Dottori) si arricchisce di nuovi conflitti morali e religiosi. Si scoprono anche, le risorse della letteratura dialettale, che ha il suo capolavoro nel Cunto de li cunti overo lo tratteneimiento de li peccerille o Pentamerone (cioè 50 favole) di G.B.Basile.

il seicento: l'arte barocca

La linea armonica, che era l'aspetto più appariscente dell'arte del '500, si spezza, nel campo architettonico: le linee curve prendono il sopravvento sulle rette.
La stessa tendenza all'ornamentazione si riscontra nella pittura in cui predominano contrasti di luci, colori cupi di tempesta, atteggiamenti che esprimono intensi sentimenti, passioni, estasi. Nella scultura troviamo statue avviticchiate e contorte, figure di marmo in espressioni più o meno retoriche (vuote), di valore esclusivamente decorativo, messe nelle numerose nicchie dei palazzi.

Centro dell'arte barocca è la Roma papale e il primo a incarnarne lo spirito, è Francesco Borromini, architetto, che inizia la sua carriera a Roma nel 1634 con la Chiesa e il Convento di S.Carlino alle Quattro Fontane, poi il Convento dei Filippini, S.Ivo alla Sapienza, S.Andrea delle Fratte. Accanto a lui ci sono Gian Lorenzo Bernini, architetto, scultore, pittore, che innalzò il baldacchino di San Pietro e la Fontana del Tritone, Palazzo di Montecitorio, il palazzo Barberini, il palazzo Odescalchi, il colonnato di San Pietro; Filippo Juvarra architetto messinese costruì la Basilica di Superga, i castelli di Stupinigi e di Rivoli, la facciata del Palazzo Madama di Torino; Luigi Vanvitelli, noto per la Reggia di Caserta.
Nel campo della pittura troviamo Guido Reni di Bologna, Francesco Barbieri detto il Guercino, Salvatore Rosa e Michelangelo Merisi detto il Caravaggio che segna la fine dell'arte rinascimentale e dà avvio all'epoca moderna.

il seicento

La civiltà letteraria del secolo XVII è caratterizzata dal Barocco. Oggi la parola barocco sta a indicare il gusto proprio di tutte le manifestazioni artistiche e letterarie fiorite nel Seicento nei paesi europei e dell'America Latina.

Culla della civiltà barocca furono i paesi di più rigida osservanza cattolica (Italia e Spagna) dove la chiesa si preparava a combattere la sua grande battaglia contro la Riforma protestante, e saltando con la predicazione il sentimento religioso popolare.

Per la chiesa ci voleva un'arte che attirasse i fedeli: nacquero così le chiese barocche, con grandi effetti scenografici. Ma il Seicento fu anche l'età dell'espansione verso il Nuovo Mondo, del progresso scientifico culminante nella rivoluzione copernicana. Lo stile barocco nelle arti PLASTICHE (ceramica, tessitura, creta) e FIGURATIVE (pittura, scultura, architettura) come nella letteratura, è caratterizzato dall'uso e dall'abuso di metafore (consiste nel trasferire ad un oggetto il nome proprio di un altro secondo un rapporto di analogia) e di allegorie, da figure cioè che aiutano a intuire ciò che sensi e ragione non sono in grado di percepire con chiarezza.

storici e politici del 1600

La Storiografia del Seicento è dominata, come quella rinascimentale, dall'interesse per la politica come scienza e come tecnica; in essa possiamo distinguere due correnti: una controriformistica (tra gli autori il Gesuita e Cardinale Sforza Pallavicino); l'altra antispagnola e anticontroriformistica (tra questi Paolo Sarpi).