il mondo e il teatro nella commedia del goldoni
L'opera nasce sul palcoscenico, in mezzo al rumore degli attori e al brusio degli spettatori di platea. Il teatro e il mondo sono le due principali fonti della sua ispirazione:
- il teatro cioè l'ambiente degli attori, del pubblico, con le loro leggi, il loro gusti, le loro tecniche;
- il mondo cioè l'uomo con i suoi vizi, ma soprattutto con le sue virtù, nello spazio fisico e morale di una città, Venezia, che conserva sempre una sua vitalità negli slanci di una borghesia mercantile che si viene sempre più affermando, nel gusto di vivere del popolo che il Goldoni sveste dei panni buffi e volgari con cui la tradizione l'aveva ricoperto e rivela nel suo vero volto, fatto di malizia e di bontà di operosità e di sincerità.
La natura vera della "riforma" sta nella scoperta dell'uomo che sta sotto la maschera; la cosa implica una nuova tecnica teatrale che non sia quella dell'improvvisazione, in un nuovo linguaggio che non sia quello dei comici, un nuovo spazio scenico che non sia quello della piazza.
I personaggi del suo teatro si inscrivono nelle linee di una classe sociale: la nobiltà corrotta e oziosa, in decadenza, ma che ancora detiene il potere politico; la borghesia laboriosa e dignitosa, già in ascesa; il popolo, non più oggetto di riso, ma soggetto vivo e attivo. La lingua goldoniana sembra improvvisata alla maniera di quella dei comici dell'Arte si sono espressi con un linguaggio artificioso, irreale e astratto, i personaggi goldoniani adoperano parole vere e quotidiane, tutte aderenti alle cose, agli affetti, alle azioni; voci, dialettali, di un dialogo sempre vivo e immediato, che ha il sapore della conversazione e soprattutto di una natura teatrale. La lingua è per il Goldoni soprattutto un mezzo per comunicare con il suo pubblico che abbraccia diversi strati sociali, che ha gusti diversi che vuole ridere, vuole divertirsi e vuole commuoversi.
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la commedia dell'arte
Tipo di spettacolo, fiorito in Italia a partire dalla seconda metà del secolo XVI, fino alla metà, circa, del secolo XVIII.
a) attori professionisti
b) improvvisazione
c) canovaccio (appunti con nomi, il fatto in generale)
d) nascono le maschere (ogni persona indossava sempre la stessa maschera)
I lazzi (elementi che tengono in piedi lo spettacolo). Erano tra gli elementi fondamentali di questo tipo di spettacolo, affidato completamente all'abilità dei comici.
Scartafacci. Scenari o raccolte di questi, proprietà gelosa delle singole compagnie.
La commedia dell'arte si sviluppò nel cinquecento, e fu forma d'arte decisamente contrapposta a quella classicheggiante, che invece rispondeva a una concezione dell'arte estremamente aristocratica, aulica, cortese, quale poteva fiorire nelle corti rinascimentali. I personaggi delle vicende erano poi sempre gli stessi; giovani innamorati, ingenui e sinceri, che ripongono il loro amore in fanciulle o giovani sconosciuti e che poi si scoprono figli di personaggi ricchi e influenti. Accanto a questi personaggi ricchi, c'erano i servi che usavano il dialetto che dovevano divertire il pubblico.
ARLECCHINO
Barba nera, mezza maschera nera, berrettone sulla testa, il cinturino, borsa e spada di legno. Di Bergamo è un miscuglio di ignoranza e arguzia, si semplicità e di malizia, credulo, ghiottone, sempre innamorato.
BRIGHELLA
Rappresenta l'intrigo e la cabala; vivace, insolente, chiacchierone, è un servitore prezioso perchè fa qualunque mestiere.
DOTTOR BALANZONE
Di Bologna; filosofo, medico, avvocato, parla di tutto, dice più insulsaggini che parole. Vestito di nero come gli scienziati.
PANTALONE
Calzoni rossi, berretto di lana, pianelle turche. Di Venezia, intrigante, è il borghese veneziano personificato, è padre di due figlie di nome Isabella e Rosaura che complottano con le cameriere Colombina e Lisetta.
PULCINELLA
Napoletano è un miscuglio di coraggio e di poltroneria, rappresenta il popolo napoletano.
La commedia dell'arte si sviluppò dapprima nel Veneto, a Padova, a Venezia. Essa godette grande fortuna soprattutto alla fine del Seicento e nei primi decenni del secolo seguente decadde in modo definitivo dopo l'avvento del teatro goldoniano.
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la commedia
Commedia: composizione drammatica a lieto fine, in versi o in prosa, che generalmente ritrae fatti e personaggi della vita quotidiana.
E' forse stata detta così per l'accoglienza che ebbero i comici nei villaggi dove recitavano sulle piazze.
Il teatro comico italiano del Cinquecento conosce, oltre a un capolavoro come la Mandragola di Machiavelli, varie opere che traggono rilievo e forza espressiva dalla personalità non comune dei loro autori. Fra le cose più vive di questo teatro è la Calandria del Bibbiena, che svolge il tema d'amore nei suoi due aspetti, l'uno serio ed affascinato, giocoso e burlesco l'altro.
Opere di scuola sono invece le commedie dell'Ariosto le prime scritte in volgare (Cassaria, Negromante, Suppositi, Lena, Scolastica) anche se ebbero notevole importanza storica. Fuori dagli schemi della commedia classica vive il teatro del Ruzante di cui il protagonista è il contadino con la sua particolare sensibilità morale e la sua vita elementare e rozza, condizionata dalla miseria e dall'incultura.
Un discorso a sè merita la "commedia dell'arte" che allora nacque e che ebbe ampio svolgimento nei due secoli seguenti. Delle commedie italiane del Seicento, un certo rilievo hanno quelle di Michelangelo Buonarroti il Giovane.
Il capitolo più importante nella storia della commedia italiana, è quello relativo alla "riforma" di Carlo Goldoni; in tal modo moriva la commedia dell'arte e nasceva la commedia "seria" che, assieme a quella "lagrimosa" preludeva al dramma.