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GIOSUE' CARDUCCI: IL SUO ROMANTICISMO

Sin verso la metà del Novecento si celebrava nel Carducci l'esaltatore del mondo classico pagano, lo scudiero dei classici.
Oggi rileggendolo anche alla luce dell'Epistolario notiamo che è tutta pervasa di spirito romantico.
Classico in Iuvenilia; nei Giambi ed Epodi il Carducci dimenticando quasi i suoi classici sfoga con violenza il suo animo si da apparire romantico per raggiungere un equilibrio tra le due correnti nelle Rime nuove (Pianto antico - Funere mersit acerbo).
Romantico è in lui il concetto della poesia intesa come rappresentazione della vita e dei suoi valori. Romantici sono il gusto del paesaggio, la contemplazione ora realistica, ora patriottica; certi momenti di profonda malinconia e di rapimento che animano le sue liriche, il suo rimpianto e la contemplazione del passato.
E sente il poeta anche un "desio d'ignari amori" nei quali piace immergersi ed esserne dominato come pure il bisogno di esulare dalla realtà di evadere.

DAL ROMANZO STORICO AL ROMANZO PSICOLOGICO

Si verifica la crisi del romanzo storico. Ad esso tende a sostituirsi un nuovo tipo di romanzo costituito da episodi e da personaggi contemporanei, in cui l'autore adombra eventi privati, oppure casi della propria vita e il proprio animo, conducendo di sè uno studio interiore.
Si passa così dal romanzo storico ad un romanzo in cui avvenimenti e personaggi corrispondono a fatti e a figure sempre più reali: dal romanzo storico al romanzo psicologico.
Niccolò Tommaseo (Fede e bellezza)
Giovanni Ruffini (Lorenzo Benoni)

E' con il romanzo Le confessioni di un ottuogenario (Confessioni di un italiano) di Ippolito Nievo che si verifica più chiaramente il passaggio dal romanzo storico a quello autobiografico-psicologico.

Un ottantenne Carlo Altoviti narra i casi della propria vita, che s'intrecciano con eventi storico-politici d'Italia: dal cadere della società settecentesca sotto i colpi delle idee rivoluzionarie sino ai moti del 1820.
Il romanzo è pieno di esperienze e di vicende dello stesso Nievo. Lo anima un dissidio giovanile e che si impone come carattere specifico delle "Confessioni" tanto esso trascorre in tutte le sue parti, permeandone diversi motivi: l'amore appassionato e tormentato di Carlo e della Pisana, l'amore mesto di Lucilio e di Clara, la passione per l'Italia, la rappresentazione del feudalesimo veneto in sfacelo, le molte pagine riflessive ed educative. Ma il romanzo non è unitario.

Contrastano due toni:
- LIRICO-NOSTALGICO (un sereno ricordare visi e sentimenti familiari) dominante nella prima parte del libro, nel racconto della fanciullezza e dell'adolescenza di Carlino, che si svolge nel castello di Fratta tra usanze patriarcali superate dal tempo, sullo sfondo di un antico mondo feudale che è il Veneto prerivoluzionario, guardati dallo scrittore, con occhio nostalgico.
- NARRATIVO-ROMANZESCO accentuato nella seconda parte del romanzo, ricco di colpi di scena, di avvenimenti tempestosi, su uno sfondo di cospirazioni e di dolorosi esili.

Qui la debolezza del romanzo, in questa duplicità di tono, oltre che nell'ncompiutezza dell'elaborazione artistica e formale, cioè nella mancanza della serenità contemplativa, indispensabile per creare un'opera d'arte. Tuttavia le "Confessioni" rimangono uno dei libri più suggestivi dell'Ottocento italiano, ricco com'è di descrizioni piene di freschezza e di rilievo, di sensibilità profonda.

IL ROMANTICISMO IN ITALIA

La caratteristica fondamentale del Romantismo italiano è l'esigenza di una letteratura nuova, popolare. Le prime affermazioni si incontrano dal 1816 in poi, dopo la pubblicazione dell'articolo di Madame de Stael Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni. La scrittrice francese invitava gli italiani a liberarsi dai legami della loro cultura, a tradurre e a studiare le grandi letterature d'oltralpe e a rinnovare le lettere. Ne segue un'accesa polemica. All'esortazione della Stael rispondono offesi i nostri classicisti, tra i quali Giordani, dichiarando dannoso ogni suo rapporto con le lettere straniere, in quanto queste la corromperebbero invece di arricchirla. Alla replica della Stael che conoscere i grandi scrittori stranieri non significa imitarli totalmente, i dotti italiani si divisero: sostenitori della Stael, e difensori della tradizione classica. Questi ultimi tra cui Giordani e Monti, hanno come organo ufficiale il giornale austriacante La Biblioteca Italiana; i romantici, il giornale Il Conciliatore di cui il redattore capo è Silvio Pellico e collaboratori come Giovanni Berchet, Confalonieri e Manzoni.

Il loro pensiero si svolge su un piano conciliativo:
- respingono l'imitazione dei classici, pur affermando che devono essere studiati, le regole prestabilite dalla poetica classica, i modelli, le norme pseudoaristoteliche, i modelli letterari immutabili nelle loro forme;
- sostengono la necessità di una letteratura moderna, umana, popolare, accettando in tal modo del movimento europeo romantico i concetti dell'origine della poesia dall'impeto del sentimento, della popolarità dell'opera d'arte che non deve isolarsi in chiusi ambienti accademici, della necessità dello scrittore di cercare gli argomenti dei suoi lavori in avvenimenti contemporanei e di essere interprete dell'anima collettiva, ed il concetto della funzione pedagogica dell'arte: la quale deve essere rivolta ad elevare spiritualmente il popolo e a chiarire problemi ed ideali del tempo.

Tali motivi vengono svolti, prima del "Conciliatore", da Bercher nella Lettera semiseria di Grisostomo sul Cacciatore feroce e sulla Eleonora di G.A. Burger edita a Milano nel 1816. E' una lettera di carattere critico che l'autore immagina di inviare al figliolo la Eleonora e Il cacciatore feroce premesse a due ballate dello scrittore Burger: lettera con cui il Berchet sostiene che si può scrivere poesia anche al di fuori dei modi e dei tempi consueti della poesia classicheggiante e che la sola vera poesia è la "popolare". La Lettera è detta semiseria perchè verso la fine di essa il Berchet assume un tono scherzoso affermando di aver parlato sino a quel momento per spassarsela a spese dei novatori romantici. Nel resto della lettera fingendo di deridere i romantici, deride invece i classicisti e conferma i principi del nuovo movimento.

Nel settembre del 1823 si ha una nuova esposizione dei caratteri e degli ideali del nuovo movimento nella lettera del Manzoni a Cesare d'Azeglio Sul Romanticismo.
Il Manzoni dice che: nel sistema romantico si possono distinguere due parti principali: la negativa e la positiva.
La negativa tende a escludere l'uso della mitologia, l'imitazione servile dei classici, le regole fondate su fatti speciali e non su principi generali, sull'autorità dei retori e non sul ragionamento, e specialmente quella delle così dette unità drammatiche, di tempo e di luogo, opposte ad Aristotele.
La parte positiva del romanticismo si riassume nella formula che la poesia deve "proporsi l'utile per iscopo, il vero per soggetto, l'interessante per mezzo":
- l'utile per iscopo = la poesia deve contribuire ad allargare l'orizzonte del nostro spirito e a migliorarlo: rappresentare le passioni attraverso un processo psicologico e ricavarne un insegnamento morale.
- il vero per soggetto = la verità è l'unica sorgente di diletto nobile e durevole; e per verità Manzoni intende il rappresentare l'uomo nel suo interiore più vero.
- l'interessante per mezzo = per rendere più facili e più estesi gli effetti della poesia si devono scegliere argomenti che interessino tutte le classi sociali; in modo tale che la poesia possa esercitare una larga efficacia sulla coscienza collettiva. L'arte deve avere funzione educatrice.

La polemica non finisce. Nel 1825, in opposto al movimento, Vincenzo Monti scrive il sermone Sulla mitologia, combattendo le esasperazioni del Romanticismo.

I CARATTERI DEL ROMANTICISMO

Il Romanticismo è il movimento ideologico che afferma i diritti del sentimento e quindi della originalità e della libertà. Si oppone all'Illuminismo per i seguenti motivi:

- alla fede assoluta nella ragione umana contrappone il diritto del sentimento e della fantasia
- al deismo, all'agnosticismo e all'ateismo o materialismo, un profondo bisogno di interiorità e di religiosità
- all'antistoricismo un vivo senso della storia per cui ogni momento è legato al precedente ed ha in sè i germi del futuro
- all'ottimismo, un cupo pessimismo sulle possibilità dell'uomo
- al cosmopolitismo, il sentimento nazionale
- al filantropismo e all'umanitarismo la convinzione della naturale solitudine dell'uomo e della sua incapacità di comunicare.

ILLUMINISMO                    ROMANTICISMO
ragione                                    sentimento
deismo                                     teismo
antistoricismo                       storico
ottimismo                               pessimismo
cosmopolitismo                     nazionalità
umanitarismo                       solitudine

IL ROMANTICISMO: LE ORIGINI

La prima affermazione del movimento si ha in Germania ed è dovuta ad un gruppo di scrittori che si raccolgono intorno alla rivista Athenaeum cui fu pubblicato dal 1798; 1798-1802 per l'Inghilterra, con la pubblicazione del programma romantico in appendice alle "Lyrical ballads" di Coleridge e Wordsworth; 1803 per i paesi scandinavi; il 1810-1813 per la Francia con l'analisi del romanticismo tedesco da parte di Madame de Stael nel volume "L'Allemagne"; il 1816 per l'Italia con la pubblicazione della "lettera semiseria" del Berchet e con le discussioni provocate da una lettera aperta di Madame de Stael agli studiosi italiani sull'utilità delle traduzioni delle letterature straniere moderne.

Queste date hanno un valore formale in quanto il movimento ha origine da un lungo travaglio spirituale assai anteriore ad esse; tuttavia sono significative, perchè dimostrano con la rapidità con cui si susseguono come gli animi eletti di gran parte d'Europa siano spiritualmente maturi all'inizio dell'Ottocento alle nuove concezioni di vita che si sono venute formando e concentrando precedentemente e, nel secondo Settecento.

IL ROMANTICISMO: IL PREROMANTICISMO

Alla fine del Settecento in Europa (Inghilterra, Germania) si sviluppa una nuova sensibilità, quasi opposta a quella dell'Illuminismo. Questo movimento è chiamato Preromanticismo perchè costituisce la premessa del Romanticismo.

Il Preromanticismo è in contrasto con l'ottimismo dell'Illuminismo che si fondava sulla piena fiducia nella razionalità e nell'applicazione di essa ai rapporti umani, ritenendola capace di produrre un rinnovamento della vita sociale e di garantire agli uomini la felicità.

La nuova letteratura è caratterizzata dall'esaltazione dell'individualità singola e del sentimento, della confessione dell'io, ripiegato in una malinconica solitudine, pervaso da una concezione pessimistica della realtà.

La tristezza e l'inquietudine  preromantica si esprimono in visioni notturne, lugubri, sepolcrali, in meditazioni meste sulla morte, e anche in una nuova visione della natura, che viene sentita come forza arcana e misteriosamente consonante col cuore dell'uomo. Notevoli sono gli idilli di vari scrittori. Entusiasmo maggiore suscitarono i Canti di Ossian di Giacomo Macpherson.
Tutti i testi furono tradotti in italiano e diffusero fra noi la nuova moda lugubre. Fra gli italiani troviamo Melchiorre Cesarotti traduttore dei "Canti di Ossian" e Alessandro Verri.