QUESTA È UNA RACCOLTA DI NOTIZIE E FATTI STORICI, ADATTA PER RICERCHE SCOLASTICHE E PER ARRICCHIRE IL PROPRIO BAGAGLIO CULTURALE.
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ARCHIMEDE

Archimede, nato a Siracusa, dopo aver trascorso alcuni anni al Museo di Alessandria (dove fu allievo dei maggiori scienziati del tempo), ritornò in patria per dedicarsi a ricerche di fisica, geometria e matematica.

Le sue scoperte furono molte, e tutte fondamentali per il successivo sviluppo della scienza: in particolare il famoso “principio di Archimede” che spiega il galleggiamento dei corpi nell’acqua (“Un corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del fluido spostato”).

Archimede individuò anche le regole per calcolare le aree delle superfici e dei volumi nelle figure solide; la legge di equilibrio della leva; il valore del Pi greco (cioè il rapporto tra il raggio e la circonferenza di un cerchio); il metodo per risolvere le equazioni cubiche e le radici quadrate.

Benché non desse nessuna importanza all’applicazione pratica della sue teorie (tanto che non volle mai metterle per scritto), Archimede fu uno straordinario ingegnere, come dimostrò, per esempio, con l’invenzione della “vite senza fine”, che serviva a sollevare l’acqua semplificandone il trasporto nelle opere di irrigazione.

Molte sono le leggende nate intorno alla sua persona e alla sua attività; si diceva che fosse terribilmente distratto, e che avesse un carattere entusiasta e vivace (probabilmente inventata è la tradizione secondo cui, dopo ogni scoperta, esclamava “Eureka!”, che in greco significa “Ho trovato!”).

Si raccontò che quando Siracusa fu aggredita dai Romani (214 a.C.), egli contribuì alla lotta contro gli assedianti inventando alcune macchine da guerra che ritardarono di due anni la presa della città.
Tuttavia i Romani riuscirono a impadronirsi di Siracusa: il loro comandante aveva vietato che Archimede, la cui fama era nota a tutti, venisse ucciso, ma quando un soldato entrò in casa sua e lo scienziato lo squadrò sprezzante ordinandogli di non disturbare i suoi calcoli, il soldato furibondo lo uccise.

Sulla tomba di Archimede fu scolpito un cilindro circoscritto da una sfera per ricordare una delle sue maggiori intuizioni, secondo cui la superficie della sfera è uguale a quella del cilindro circoscritto.

 

ANTOINE-LAURENT LAVOISIER

Nato nel 1743 da una ricca famiglia francese, Antoine-Laurent Lavoisier seguì gli studi giuridici e si laureò in legge, pur essendo particolarmente interessato ai problemi scientifici.

Per liberarsi delle preoccupazioni economiche, decise di investire il patrimonio familiare in un consorzio per l’esazione dei dazi e dei tributi e il successo dell’operazione gli consentì di dedicarsi interamente alle sue ricerche.

Tali ricerche riguardavano la natura dei gas, con particolare attenzione per l’aria, di cui nel 1776 riuscì a riconoscere i due componenti essenziali: l’ossigeno (“aria respirabile”) e l’azoto.

L’uso di misurazioni accurate nella sperimentazione gli consentì di individuare le similitudini tra la combustione e la respirazione animale: entrambi questi fenomeni comportano un consumo di ossigeno. Realizzò un’apparecchiatura, per quei tempi molto complessa, per separare i componenti dell’acqua (idrogeno e ossigeno) e successivamente di ricombinarli per ottenere di nuovo acqua.

Nel 1787 pubblicò il Metodo di nomenclatura chimica, e nel 1780 il Trattato elementare di chimica, in cui si trova espressa la legge della conservazione della massa. Dopo la proclamazione della repubblica nel 1792, divenne tesoriere dell’Académie des Sciences. I suoi meriti scientifici non valsero a salvargli la vita quando nel 1794, in pieno periodo del Terrore, giudicato colpevole di essere un esponente del passato regime, fu arrestato e condannato a morte, mediante ghigliottina.