LIGURIA: I FIORI

Il nome “Riviera dei fiori” richiama subito alla mente la Liguria e, in particolare, la Riviera di Ponente che da Genova si stende fino a Ventimiglia, al confine con la Francia. Il proverbiale clima mite di questa terra, costituita per il 65% da montagne che la proteggono dai venti freddi settentrionali e per il 35% da colline che scendono più o meno ripide al mare, unitamente al duro lavoro dei suoi abitanti, ha permesso lo sviluppo di pregiate coltivazioni di fiori. Data la natura impervia e sassosa del terreno è la presenza di ripidi pendii, è stato necessario intervenire per conquistare terreno coltivabile: sono stati così costruiti terrazzamenti, sostenuti da muretti a secco, per limitare i danni di frane ed erosioni. Le terrazze o fasce ospitano oliveti, frutteti, vigneti, agrumeti e campi di fiori. Questi ultimi sono coltivati all’aperto o in serre che rendono più stabile la coltivazione, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, e costituiscono una ricchezza per la Liguria, soprattutto per la Riviera di Ponente dove, in provincia di Imperia (Sanremo e Bordighera), i pendii delle colline degradanti verso il mare sono ricoperti di piantagioni di garofani e rose di ogni tipo e di ottima qualità.

Nella storia della floricoltura ligure ci sono nomi mitici, come quello di Domenico Aicardi che, con un piccolo gruppo di ibridatori, riuscì a trasformare lo striminzito garofano mediterraneo in un esemplare nuovo e bellissimo. La coltivazione dei fiori richiede tempo, fatica e pazienza per avere un prodotto perfetto per un mercato internazionale dove la concorrenza è agguerritissima.

Le coltivazioni di fiori si estendono su una superficie di 2 mila ettari e più, con una produzione annua che ha un valore, sul mercato di milioni di euro. Ma il settore a volte attraversa periodi di crisi, dovuti sia alle difficoltà di coltivazione di terreni impervi, sia al fatto che l’avanzata implacabile del cemento sottrae alla floricoltura spazio vitale. Il attesa di un Piano Floricolo Nazionale promesso ma mai realizzato, le aziende propongono di ammodernare le serre esistenti e di costruirne nuove che permettano di mantenere gli attuali livelli quantitativi di produzione dei fiori “made in Liguria”. Per facilitare le esportazioni in tutto il mondo, i floricoltori puntano molto anche su interventi nel campo dei trasporti: l’ampliamento dell’aeroporto di Albenga per non portare via camion i fiori in un’altro aeroporto oppure la sistemazione della stazione ferroviaria di Sanremo per sveltire le spedizioni di fiori in tutta Europa.

Alla facoltà di Architettura dell’Università di Genova è stato istituito un corso di specializzazione per laureati che avvia alla professione di “architetti del paesaggio”. Chi è fornito di questo titolo progetta e riordina parchi e giardini, un settore nel quale è riposta una grande speranza di sviluppo per la floricoltura.