IL ROMANTICISMO IN ITALIA

La caratteristica fondamentale del Romantismo italiano è l'esigenza di una letteratura nuova, popolare. Le prime affermazioni si incontrano dal 1816 in poi, dopo la pubblicazione dell'articolo di Madame de Stael Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni. La scrittrice francese invitava gli italiani a liberarsi dai legami della loro cultura, a tradurre e a studiare le grandi letterature d'oltralpe e a rinnovare le lettere. Ne segue un'accesa polemica. All'esortazione della Stael rispondono offesi i nostri classicisti, tra i quali Giordani, dichiarando dannoso ogni suo rapporto con le lettere straniere, in quanto queste la corromperebbero invece di arricchirla. Alla replica della Stael che conoscere i grandi scrittori stranieri non significa imitarli totalmente, i dotti italiani si divisero: sostenitori della Stael, e difensori della tradizione classica. Questi ultimi tra cui Giordani e Monti, hanno come organo ufficiale il giornale austriacante La Biblioteca Italiana; i romantici, il giornale Il Conciliatore di cui il redattore capo è Silvio Pellico e collaboratori come Giovanni Berchet, Confalonieri e Manzoni.

Il loro pensiero si svolge su un piano conciliativo:
- respingono l'imitazione dei classici, pur affermando che devono essere studiati, le regole prestabilite dalla poetica classica, i modelli, le norme pseudoaristoteliche, i modelli letterari immutabili nelle loro forme;
- sostengono la necessità di una letteratura moderna, umana, popolare, accettando in tal modo del movimento europeo romantico i concetti dell'origine della poesia dall'impeto del sentimento, della popolarità dell'opera d'arte che non deve isolarsi in chiusi ambienti accademici, della necessità dello scrittore di cercare gli argomenti dei suoi lavori in avvenimenti contemporanei e di essere interprete dell'anima collettiva, ed il concetto della funzione pedagogica dell'arte: la quale deve essere rivolta ad elevare spiritualmente il popolo e a chiarire problemi ed ideali del tempo.

Tali motivi vengono svolti, prima del "Conciliatore", da Bercher nella Lettera semiseria di Grisostomo sul Cacciatore feroce e sulla Eleonora di G.A. Burger edita a Milano nel 1816. E' una lettera di carattere critico che l'autore immagina di inviare al figliolo la Eleonora e Il cacciatore feroce premesse a due ballate dello scrittore Burger: lettera con cui il Berchet sostiene che si può scrivere poesia anche al di fuori dei modi e dei tempi consueti della poesia classicheggiante e che la sola vera poesia è la "popolare". La Lettera è detta semiseria perchè verso la fine di essa il Berchet assume un tono scherzoso affermando di aver parlato sino a quel momento per spassarsela a spese dei novatori romantici. Nel resto della lettera fingendo di deridere i romantici, deride invece i classicisti e conferma i principi del nuovo movimento.

Nel settembre del 1823 si ha una nuova esposizione dei caratteri e degli ideali del nuovo movimento nella lettera del Manzoni a Cesare d'Azeglio Sul Romanticismo.
Il Manzoni dice che: nel sistema romantico si possono distinguere due parti principali: la negativa e la positiva.
La negativa tende a escludere l'uso della mitologia, l'imitazione servile dei classici, le regole fondate su fatti speciali e non su principi generali, sull'autorità dei retori e non sul ragionamento, e specialmente quella delle così dette unità drammatiche, di tempo e di luogo, opposte ad Aristotele.
La parte positiva del romanticismo si riassume nella formula che la poesia deve "proporsi l'utile per iscopo, il vero per soggetto, l'interessante per mezzo":
- l'utile per iscopo = la poesia deve contribuire ad allargare l'orizzonte del nostro spirito e a migliorarlo: rappresentare le passioni attraverso un processo psicologico e ricavarne un insegnamento morale.
- il vero per soggetto = la verità è l'unica sorgente di diletto nobile e durevole; e per verità Manzoni intende il rappresentare l'uomo nel suo interiore più vero.
- l'interessante per mezzo = per rendere più facili e più estesi gli effetti della poesia si devono scegliere argomenti che interessino tutte le classi sociali; in modo tale che la poesia possa esercitare una larga efficacia sulla coscienza collettiva. L'arte deve avere funzione educatrice.

La polemica non finisce. Nel 1825, in opposto al movimento, Vincenzo Monti scrive il sermone Sulla mitologia, combattendo le esasperazioni del Romanticismo.